Nadin, bambina italo-siriana

Francesca ama scrivere. È sicuramente una ragazza creativa.
Un docente le ha chiesto di scrivere una storia. Dopo qualche giorno Francesca è arrivata con un racconto ispirato alle vicende che feriscono in modo violento la terra siriana. Ma nel finale non mancano elementi positivi e ottimistici. Pubblichiamo, di seguito, il suo scritto creativo.

 

Ciao, mi chiamo Nadin, ho sette anni, cinque fratelli maggiori ed una mamma da premio Nobel.

Sono di origini siriane, ma la mia famiglia ed io ci siamo trasferiti in Italia circa un anno fa, le cause le sapete. Le condizioni nel nostro paese erano pessime, avevamo a malapena il denaro per mantenere la metà della nostra famiglia, così, un po’ per nostra volontà, un po’ perché non avevamo scelta, abbiamo preso quel grande e pericolante barcone arancione fluorescente e ci siamo diretti verso l’Italia.

Il viaggio fu traumatico: avevamo una scarsissima riserva di viveri, qualcuno ci ha lasciato la pelle, e molti hanno patito la malattia e la fame. Ad accoglierci, però, c’era una grande nave. Essa era frequentata da volontari che ci hanno dato da mangiare e ci hanno curato.

Per mantenere tutti e sei la mamma lavora tutti i giorni da mattina a sera in un campo di pomodori, a fine giornata torna sempre stanca, ma noi le facciamo trovare la cena pronta in tavola.

Il nostro papà se ne è andato in cerca di fortuna quando io non ero ancora nata e i miei fratelli avevano pochi anni, la mamma non ci parla quasi mai di lui e quando lo fa scoppia sempre a piangere, si vede che le manca molto.

Ora so abbastanza bene l’italiano, ma appena arrivata non sapevo dire niente; il che è stato un intralcio perché non potevo chiedere alla mia vicina di banco una penna o comunicare un malessere.

In quel periodo c’erano anche delle bambine che mi chiamavano sgorbio e mi umiliavano. Col tempo, però, ho imparato la lingua e ho potuto difendermi.

Anche gli adulti prendevano parte a questa situazione gridando per strada a mia mamma che era una negra fallita e che avrebbe dovuto tornarsene nel suo paese. Questo è uno dei lati più negativi del venire da un altro paese e di essere di pelle scura, ma so che prima o poi questo razzismo verrà sconfitto, in fondo la speranza è l’ultima a morire, o almeno così dice il detto. Però (per fortuna) ci sono molte persone pronte ad aiutarti nei momenti di bisogno, infatti ora ho molti amici che mi difendono quando non riesco a farlo da sola, quando non so una parola me la spiegano, contribuiscono alla mia integrazione in Italia e soprattutto mi aiutano ad avverare il mio più grande sogno. Aprire una scuola bilingue per aiutare bambini e adulti ad imparare l’italiano.

Ciao mi chiamo Nadin e sono una bambina italo-siriana che si reputa molto fortunata perché ha una famiglia , una casa, la sua mamma e gli amici.

                                                                                                                                                         Nadin

P.S. E ricordatevi di consegnare il premio Nobel a mia mamma!

4 pensieri riguardo “Nadin, bambina italo-siriana

  • 5 Dicembre 2018 in 09:42
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    Testo scritto davvero in modo ammirevole sia per il contenuto che per la costruzione dei periodi.
    Brava questa ragazzina Francesca.

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  • 5 Dicembre 2018 in 08:53
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    Brava Francesca bel racconto scritto con garbo, semplice ma pieno di sentimento. Complimenti

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  • 5 Dicembre 2018 in 07:34
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    Davvero un bel lavoro! Complimenti !

    Risposta

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