Io sono l’altro al tempo del Coronavirus

Qual è il senso del tema del laboratorio “io sono l’altro” nei giorni in cui dobbiamo evitare di stare con gli altri, non possiamo neppure andare a scuola, ci viene consigliato di non stare vicino ai nonni e alle persone anziane? 

Eppure, oltre a tutte le raccomandazioni utili sulla prudenza e sulle norme da seguire per arginare questa malattia, ci sono persone che, in situazioni particolarmente difficili, si occupano a loro rischio della salute degli altri. Ci sono medici e infermieri, donne e uomini, che lavorano tutto il giorno per curare ed emarginare il contagio.

Poi ci sono quelli che lavorano per limitare i danni: la protezione civile, persone che portano soccorso agli anziani, psicologi, persone che garantiscono trasporti e le risorse necessarie alla sopravvivenza.

Infine, per tagliare corto, ci sono le persone che sono responsabili, che cercano di seguire gli accorgimenti diffusi dai media, che vivono la loro vita con responsabilità, senza panico, cercando di sfruttare al meglio questo tempo di segregazione.

Non è tempo di vacanza, ma di responsabilità. 

Anche gli allievi e le allieve della nostra scuola media possono fare molto: cercate di capire e di riflettere rispetto a questa inaspettata situazione, di non perdere tempo, di crescere nonostante la forzata vacanza.

Mi piacerebbe capire come vi siete organizzati in questi giorni, come trascorrete le giornate, come sopperite alla mancanza delle normali attività didattiche. Aspetto i vostri commenti.

Ciao. Prof. Carrer

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