Ch’io non perda mai la carezza dell’uno nel gioco dei molti

Il titolo richiama la conclusione di una Poesia di Tagore, che potrete leggere dopo il video.

Una frase difficile da capire, ma alcuni allievi ci hanno provato. Altri hanno interpretato la frase con pose plastiche.

Guardate il video.

 

Mi hai fatto conoscere ad amici che non conoscevo.

Mi hai fatto sedere in case che non erano la mia.

Mi hai portato vicino il lontano, e reso l’estraneo un fratello.

In fondo al cuore mi sento a disagio quando abbandono l’abituale rifugio;

scordo che il vecchio abita nel nuovo, e là tu stesso hai dimora.

Attraverso la nascita e la morte, in questo oppure in altri mondi,

ovunque mi conduci, sei tu, lo stesso, unico compagno della mia vita senza fine,

che unisci con legami di gioia il mio cuore a ciò che non è familiare.

Se conosco te nessuno mi sarà estraneo, non vi sarà porta chiusa, né legami.

Oh esaudisci la mia preghiera: ch’io non perda mai la carezza dell’uno nel gioco dei molti.

 

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